arcinemico s. m.

Nemico al massimo grado, più di ogni altro.

  • preoccupati lo sono un po' tutti quelli che devono assistere da lontano al «raro» (definizione veltroniana) spettacolo del faccia a faccia tra il leader del primo partito di maggioranza e l'arcinemico [Silvio] Berlusconi. (A. Fab., Manifesto, 30 novembre 2007, p. 4, Politica & società).
  • Alcune espressioni del presidente dell'Idv [Antonio Di Pietro], che si è detto intenzionato a rinunciare al timone del partito assumendo, dopo le elezioni, il ruolo di padre nobile lasciando ad altri la guida politica, paradossalmente, sembrano la fotocopia di quelle pronunciate recentemente dal suo arcinemico Silvio Berlusconi. (Sergio Soave, Avvenire, 2 novembre 2012, p. 2, Seconda pagina).
  • un tipo così, negli auspici dei suoi arcinemici, andava bene al massimo per finanziare a debita distanza qualche festa dell’Unità lombarda. Diffidavano del bottegaio di provincia che ce l’ha fatta e se lo sono ritrovato a Palazzo Chigi travestito da popolarissimo uomo di governo della destra, (Alessandro Giuli, Foglio, 28 agosto 2013, p. 1, Prima pagina).
Già attestato in: Repubblica, 15 gennaio 1986, p. 26, Cultura (Romano Giachetti)

Tipo:
Prefissazione

Formanti:
arci-
nemico

Pubblicato in:
Neologismi quotidiani, Firenze 2003
Grande dizionario della lingua italiana, Supplemento 2004 (attestato nel 2001)
Grande dizionario italiano dell’uso, Torino 2007 (2001)