Tommaso Campanella, Monarchia di Francia, p. 428

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cardinal Caietano e molti savii li consultavano, o con mandarlo in esilio,
o porlo in carcere, come facean gli antichi imperatori degli eresiarchi,
egli non solo li donò libertà, ma anche licenza di predicare, e di
più fece il decreto Interim ogni principe viva come a lui piace, o da
catolico, o da eretico, cioè seguiti o Lutero o il Papa.
E questo lo fè
per tener il Papa in freno e farlo che giustificasse tutte le sue azioni,
altrimente si l’averia dato con Lutero, si Pythia non carlizasset, e la pretendenza
sua di suggettar tutto il Cristianesmo a sé non fosse dal papa
disturbata.
Item, perché Lutero predicava che li clerici non dovean tener
dominio temporale, pretendea pigliar Roma e tutto lo stato Ecclesiae,
e lasciare al papa solo lo spirituale con dipendenza da lui, come il
maometano papa, detto Muftì, pende dal gran Turco; e perciò prese
Roma e saccheggiò e tenne il Papa assediato sette mesi, e se non era
la paura di Francesi, che s’accingeano a liberarlo con tutti gli altri
principi d’Italia, averia consequito il suo disegno e abbracciato l’eresia
luterana, facendosi capo dello spirituale e temporale, come fè
Enrico VIII in Inghilterra, e li principi protestanti con sua licenza in
Alemagna.
Con tutto ciò constrinse il Papa a darli la collazion di vescovati
e d’altri beneficii. E questo mal disegno antevedendo il cardinal
Caraffa, che poi fu papa Paolo IV, orò in Senato romano contra Carlo,
che pose falcem in messem alienam, e si fè giudice in rebus fidei, e

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