Tommaso Campanella, Monarchia di Francia, p. 496

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santità e profezia quel che dice: ma con ostinazione. Onde Dante
poeta disse: «Sempre la commistion delle persone fu / cagione del mal
delle cittadi», etc. E però li Giudei quando provaro l’altre sette, si
fecero Saducei ateisti. E li gentili romani per le tante sette diventaro
ateisti, e oggi gli Germani dopo tante altre sette son giunti
all’ateismo, e fecero leggi che mutando il principe religione la muti il
popolo, e ritengon i titoli che ricevettero dal Papa predicato da Lutero
per Anticristo. Dunque essi sarebben Anticristiani.
Ergo non creden a
Lutero né al Papa. E per mantenere Spagna li popoli in freno sfrenati
di conscienza, ha trovato essa il rigoroso tribunal della Inquisizione,
che per forza credano.
2. Di più, li Spagnoli dopo la invenzion del Mondo novo si
macularo di nova malizia, dubitando perché Dio non mandò genti
predicatori in 5500 anni. E perché non viddero il paradiso terrestre né
l’inferno né il purgatorio sotto la terra, come scrissero diversi teologi
cristiani. E che ci era altra gente, del che avean scritto il contrario Lattanzio,
Metodio, Dionisio Tarsense, Procopio Gazeo, S. Augustino,
Giustino e altri gran Padri della cristiana fede. E se pur il popolo
questo non considera, lo considerano i maggior di loro. E però fanno
contra quelli meschini quel che a nemicissimi si farebbe da chi non
avesse alcun sapore né timore di Dio.

3. Perché chiunque tiene una setta o fede particolare difende
quella con tutte le vie che può, e si dichiara nemico di tutte l’altre
con parole e con fatti. Ma l’ateista s’accommoda con tutte le sette, e
defende sol quella che l’è utile o necessaria, e mutata l’utilità, o
uscito dalla necessità, si muta in lui la religione, seu profession de
religione, perché in cuore nissuna egli ha.
Or si vede che li Spagnoli

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