Tommaso Campanella, Aforismi politici, p. 95

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15. La somma potestà è la potestà del gladio, cioè della
morte e della vita, et in colui risiede nel quale si serba
l’ultima appellazione della morte e della vita.
16. Perciò la repubblica romana fu di tutti, popolare; la
veneta è di pochi, benchè il Doge vi regni; l’ecclesiastica
è d’uno, benché il Senato de’ Cardinali col Papa insieme
reggano.

17. Il dominio d’un buono si dice regno e monarchia
buona.
D’un malo si dice tirannia. Di più buoni si dice
aristocrazia. Di più mali si dice oligarchia. Di tutti buoni
si dice politia. Di tutti mali si dice democrazia.

18. Coloro i quali con virtù arrivano ad un dominio e
dominano anteponendo il bene pubblico al privato si dicono
reggi. Da quelli nascono i tiranni, come d’un Ciro Cambise.
Contra il tiranno congiurano molti o pochi sotto un savio,
come con Dario i sette Persiani e con Bruto e Lucrezio
molti Romani, e lo scacciano o l’uccidono.

Di questi buoni ne nascon pochi mali, con successo del
tempo declinando la virtù a lussuria e superbia, come gli
Decemviri Romani e gli Trenta Ateniesi; contra questi,
sotto la guida d’un buono, congiurano le plebi, come la
Romana guidata da Virginio contra il Decemvirato e gl’Ateniesi
sotto Trasibulo contra li Trenta Tiranni, e così si
fa la republica populare di tutti, dalla quale malamente guidata,
per successo di tempo, suol nascere il tiranno, come

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