Tommaso Campanella, Ateismo trionfato, p. 217

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Epilogo, risposte e confirmation di questo libro.
Capitulo ultimo
/Si è visto dunque che la Religione è vera naturalmente, e che
ci è Dio potentissimo, sapientissimo et ottimo, degno d’ogni
honore infinitamente non solo per quel che egli è, ma ancora
per gli innumerabili benefitii che ci fa.

E come egli è uno e non molti, che provede a tutte le cose, e
più particolarmente a gl’huomini. Che ogni cosa feo, et opera
per la sua sapienza et arte, e che il suo dominio è quasi infinito
nelle creature, benché non possedesse la terra. E come il demonio
non è suo competitore, ma birro, carcerero, che meritò questo
offitio vilissimo per la sua gran superbia, e che gode del male,
come suo proprio, e che tentò gli huomini, e tentò a far male.

Che Dio infonde l’anime per darli occasion di merito in
questa guerra del basso mondo, che peccò l’huomo instigato
dal diavolo, abbandonò il culto divino, si divise in regni, principati,
e sette.
Che Dio stesso ha voluto liberarlo per la sua sapienza; che
questa sapienza si incarnò per farsi a noi accessibile, e mostrare
la via de la salute, e riscoterci da l’impietà del demonio.
Che questo sia possibile anche in peripateticismo, che fanno
incarnar l’intelletto agente in ogni individuo, il qual intelletto
non è veramente se non il Verbo eterno istesso, che
solo in uno si incarnò, ma in tutti è eminentemente.

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