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resilienza

Valeria Della Valle,

Resilienza

La parola resilienza ha conquistato una grande diffusione, soprattutto giornalistica, negli ultimi anni, e in particolare nel periodo legato all’attuale situazione pandemica determinata da Covid19. Volendo risalire all’origine della storia del termine, dobbiamo ricordare la provenienza dal verbo latino resilire, con il significato concreto di ‘saltare indietro, ritornare in fretta, di colpo, rimbalzare, zampillare’ e con quello traslato di ‘ritirarsi, restringersi, contrarsi’. Le prime occorrenze latine di resilientia sono state fatte risalire da Simona Cresti all’inizio del XVIII secolo, nel Lexicon Philosophicum di Stephanus Chauvin (1692 e 1713). E una testimonianza ulteriore e diretta è stata individuata, sempre da Simona Cresti, in una traduzione latina seicentesca delle lettere di Cartesio, «nella quale resilientia e resilire compaiono in uno scambio con Mersenne in luogo dell’originale francese rebondir ‘rimbalzare’». Sempre grazie a Simona Cresti sappiamo che la prima lingua che si è appropriata del concetto veicolato da resilientia è stata la lingua inglese, che ha ereditato la forma resilience agli inizi del Seicento.

Quanto al sostantivo italiano resilienza (mentre non abbiamo continuazioni del verbo latino resilire, a differenza del francese resilier e dell’inglese to resile), le sue prime testimonianze risalgono a un dizionario settecentesco. Si tratta della raccolta intitolata Voci italiane del padre dell’ordine dei Teatini Gian Pietro Bergantini (1745), in cui il lessicografo segnalava che resilienza era “termine de’ filosofi”, e che aveva il significato di ‘regresso, o ritorno del corpo, che percuote l’altro’. Successivamente troviamo l’aggettivo resiliente in un’opera di Antonio Genovesi: nel trattato Delle lezioni di commercio o sia d’economia civile (1765), il fondatore dell’economia politica scriveva: «Come ne’ corpi fisici, essendo tutte le parti, per esempio, della terra, attive, senza una cagione prementele e mantenentele dell’unione, ella diverrebbe un mucchio d’arena, le cui parti sarebbero corpicelli resilienti». E in un altro passo l’economista si serviva dell’aggettivo con riferimento alle passioni umane e ai sentimenti: «Quella forza deve essere non solo direttiva, ma coattiva altresì; perché la sola forza direttiva, per la nostra uguale ignoranza, per la ritrosia della nostra natura, e per la forza elastica e resiliente delle passioni, non basta per unirci e mantenerci concordi, almeno per lungo tempo», determinando il primo passaggio al significato poi assunto anche nel campo della psicologia.

Quanto agli strumenti lessicografici più recenti, l’aggettivo resiliente è registrato nel Dizionario Etimologico della Lingua Italiana, documentato proprio attraverso la citazione del trattato di Genovesi, mentre la prima attestazione di resilienza risale alle Voci italiane di Bergantini, anch’esse già citate prima. Per quanto riguarda i dizionari generali e storici, la voce resilienza è stata accolta nel Vocabolario della lingua italiana diretto da Aldo Duro: quella prima voce, però, limitava i significati al campo delle tecnologie dei materiali. Solo nella nuova edizione del 2008 fu aggiunto alla definizione il significato relativo alla psicologia:

resiliènza s. f. [der. di resiliente]. – 1. Nella tecnologia dei materiali, la resistenza a rottura per sollecitazione dinamica, determinata con apposita prova d’urto: prova di r.; valore di r., il cui inverso è l’indice di fragilità. 2. Nella tecnologia dei filati e dei tessuti, l’attitudine di questi a riprendere, dopo una deformazione, l’aspetto originale. 3. In psicologia, la capacità di reagire di fronte a traumi, difficoltà, ecc.

Passando al nostro più importante dizionario storico, il Grande Dizionario della lingua italiana si limitò a registrare l’aggettivo resiliente ‘Caratterizzato da un certa resistenza agli urti (un materiale)’, con la testimonianza di due esempi: il primo con la firma del già citato Antonio Genovesi, che parlò dei «corpicelli resilienti», e il secondo tratto da un articolo del settimanale “Oggi” del 1954, in cui ci si riferiva a un tipo particolare di pavimento: «Il Prealino è il pavimento resiliente che costa meno, non si deve lucidare mai e dura sempre». Il GDLI riporta anche il significato estensivo di ‘che oppone resistenza, che si difende con forza (una persona)’, e cita, a testimonianza, un brano da Se non ora, quando? di Primo Levi: «Schiacciata sotto il peso del corpo mascolino, Line si torceva, avversario tenace e resiliente, per eccitarlo e sfidarlo».

La diffusione del termine resilienza nel campo della fisica e dell’ingegneria risale alla metà dell’Ottocento, per indicare la capacità di un materiale di resistere a urti improvvisi senza spezzarsi. Dalla fisica e dall’ingegneria la parola è passata alla psicologia e all’ecologia (si veda la voce resilienza nell’Enciclopedia Treccani), in cui ha indicato, rispettivamente, la “capacità di reagire a traumi e difficoltà, recuperando l’equilibrio psicologico attraverso la mobilitazione delle risorse interiori e la riorganizzazione in chiave positiva della struttura della personalità”, e la “velocità con cui una comunità (o un sistema ecologico) ritorna al suo stato iniziale, dopo essere stata sottoposta a una perturbazione che l’ha allontanata da quello stato”.

Il passaggio all’uso più generico di resiliente e resilienza, con riferimento agli àmbiti più vari (dalla politica allo sport, dall’economia al commercio) è avvenuto nel campo del giornalismo a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso. Alla diffusione internazionale e italiana avrà contribuito anche il discorso pronunciato dal presidente Obama a Shanksville, in Pennsylvania, l’11 settembre 2011, intitolato “These past 10 years tell a story of our resilience”.

Nel 2013, in un articolo per “la Repubblica” del 23 gennaio, Stefano Bartezzaghi sancì il successo della parola scrivendo che: «Sino a qualche mese fa, la parola poteva essere considerata come un termine semplicemente alla moda […] Adesso, però, di moda forse non è più il caso di parlare. L'impiego che del termine si sta facendo in economia individua proprio nella carente "resilienza" il difetto del sistema finanziario che, sottovalutato com'era, ha reso possibile la crisi che stiamo ancora attraversando. […] "Resilienza" sembra proprio volersi avviare alla carriera di parola-chiave, e vedremo come andrà».

Per verificare come è andata è sufficiente consultare gli archivi dei quotidiani, che offrono una vasta documentazione delle occorrenze di resiliente e resilienza a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso. Una consultazione tramite il motore Google consente inoltre di verificare milioni di risultati per i due termini. Il 6 aprile 2020, infine, il presidente Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al sindaco dell’Aquila in occasione dell’anniversario del terremoto, riferendosi anche all’emergenza per la pandemia da Coronavirus, ha detto: «Di fronte agli ostacoli più ardui possiamo avere momenti di difficoltà, ma l’Italia dispone di energia, di resilienza e di una volontà di futuro che ha radici antiche e che, nei passaggi più difficili della nostra storia, è sempre stata sostenuta da una convinta unità del popolo italiano. Oggi questo senso di solidarietà e di condivisione rappresenta un patrimonio prezioso a cui attingere per superare l’emergenza di questi giorni».

Testi cui si fa riferimento (in ordine di citazione)

Simona Cresti, L’elasticità di resilienza, risposta ai lettori per conto dell’Accademia della Crusca.

Oxford Latin Dictionary, Fascicle VII, a cura di P.G.W. Glare, Oxford University Press, Oxford 1980.

Stephanus Chauvin, Lexicon Rationale sive Thesaurus Philosophicus, riproduzione anastatica della seconda edizione (Leeuwarden, 1713), Stern-Verlag and Janssen, Düsserdolf 1967, s.v.

René Descartes, Epistolae. Partim ab Auctore Latino sermone conscriptae, partim ex Gallico translatae, vol. II, John Dunmore, Londra 1668, p. 370, lettera 110 a Marin Mersenne.

Gian Pietro Bergantini, Voci italiane d’autori approvati dalla Crusca nel Vocabolario d’essa non registrate, con altre molte appartenenti per lo più ad arti e scienze che ci sono somministrate similmente da buoni autori, Bassaglia, Venezia 1745.

Antonio Genovesi, Delle lezioni di commercio o sia d’economia civile, Fratelli Simone, Napoli 1765.

Dizionario Etimologico della Lingua Italiana, a cura di Manlio Cortelazzo e Paolo Zolli, 5 volumi, Zanichelli, Bologna 1979 (seconda edizione in volume unico a cura di Manlio Cortelazzo e Michele A. Cortelazzo, 1999).

Vocabolario della lingua italiana, autore e direttore Aldo Duro, Istituto della Enciclopedia italiana, Roma 1986-1994.

Grande Dizionario della lingua italiana, fondato da Salvatore Battaglia, poi diretto da Giorgio Bàrberi Squarotti, UTET, Torino 1961-2002.

Primo Levi, Se non ora, quando? Einaudi, Torino 1982, p. 139.

Messaggio del Presidente Sergio Mattarella, 6 aprile 2020


Ultimo aggiornamento 09/04/2020

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