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⇦ Illness in ConText: parole di filosofia e orientamento nella pandemia

Lessici filosofici

Eugenio Canone,

Le voci contagium ed epidemia nei lessici filosofici dell’età moderna

Non sorprende che dizionari ed enciclopedie filosofici dell’età contemporanea non registrino – a differenza dei lessici filosofici secenteschi, ma anche settecenteschi – termini come contagio ed epidemia. La nomenclatura filosofica (di carattere generale) ha subìto una modificazione a partire dall’età kantiana o, meglio, post-kantiana, in particolare con l’affermarsi dell’idealismo, che tendeva a una più radicale distinzione tra la filosofia e le scienze, compresa la medicina. Naturalmente, il processo di tale distanziarsi è stato lungo e complesso, ma penso si possa ritenere che un cambiamento significativo sia avvenuto allora.

Ci si può riferire, come esempio, proprio alle parole contagio ed epidemia, termini attestati nella lingua italiana, rispettivamente, a partire dal XIV e dal XIII secolo. Va ricordato che la parola pandemia è molto più recente, risalente – nella lingua italiana – ai primi decenni del XIX secolo (in francese già nel Settecento, come pure nel latino dotto). Riferendoci a opere novecentesche in italiano di lessicografia filosofica, si può notare che, mentre nel Dizionario di filosofia (19611, 19712) di Nicola Abbagnano non troviamo alcuna entrata in merito – così pure nel più modesto Dizionario di scienze filosofiche (19051, 19636) di Cesare Ranzoli –, nella Enciclopedia Filosofica (1957-19581, 1967-19692) del Centro di Studi Filosofici di Gallarate figura la voce (di Antonio Miotto) contagio psichico (o sociale), tema interessante ma certamente diverso, come pure è presente l’entrata vuota di rinvio epidemia psichica, espressione davvero singolare. Entrambe le entrate sono state poi soppresse nella nuova edizione della Enciclopedia filosofica (2006). Va notato che anche nel Vocabulaire technique et critique de la philosophie (19261, 197612) di André Lalande si trova la voce contagion mental – con l’indicazione, nel campo dell’entrata, del calco italiano contagione mentale –, voce che (assieme ad altre) sarà soppressa nella traduzione italiana dell’opera apparsa nel 1971.

Per i lessici filosofici dell’età moderna, ci si può riferire ai dizionari descritti nel volume: GIORGIO TONELLI, A Short-title List of Subject Dictionaries of the Sixteenth, Seventeenth and Eighteenth Centuries. Extended Edition, Revised and Annotated by E. Canone and M. Palumbo, Firenze, Olschki, 2006, vol. 102 della collana «Lessico Intellettuale Europeo». Una versione non integrale del volume (sono state omesse talune parti, che non riguardano tuttavia le schede storico-bibliografiche) è disponibile in formato digitale (Tonelli2006.pdf). Rinvio a tale lavoro per delle descrizioni più dettagliate dei volumi cui farò riferimento. Per i dizionari filosofici latini, si può consultare l’archivio Lessici filosofici dell’età moderna dell’ILIESI, in cui sono presenti le riproduzioni delle edizioni originali dei volumi con la possibilità di ricerche terminologiche nelle entrate dei testi.

Riporto di seguito le voci contagium ed epidemia tenendo conto dei lessici filosofici di Goclenius, Micraelius, Chauvin nonché del lessico filosofico tedesco di Walch (preciso che nel Thesaurus eruditionis scholasticae di Basilius Faber – sulla base dell’edizione del 1696 presente nell’archivio Lessici filosofici dell’età moderna – è presente la sola voce epidemia).

RUDOLPH GOCLENIUS, Lexicon philosophicum..., Frankfurt a.M. 1613, p. 459. Nel dizionario è presente solo la voce contagium.

JOHANNES MICRAELIUS, Lexicon philosophicum..., Stettin 1662, coll. 325, 460, 808, 829. Nell’edizione del 1662 sono presenti entrambe le voci, anche se contagium figura sotto la più ampia voce morbus; riporto anche la voce pestis, cui si rinvia dalla voce contagium. Nella prima edizione del Lexicon di Micraelius (Jena 1653), la voce contagium figura in modo autonomo, cioè non come rinvio sotto la voce morbus, voce quest’ultima che nella prima edizione non aveva l’articolazione che invece figura nella seconda edizione dell’opera. La voce epidemia è la stessa nelle due edizioni.

ÉTIENNE CHAUVIN, Lexicon philosophicum..., Leeuwarden 1713, p. 138. Nel Lexicon philosophicum di Chauvin è presente solo la voce contagium, che manca nella prima edizione dell’opera (Lexicon rationale..., Rotterdam 1692).

JOHANN GEORG WALCH, Philosophisches Lexicon... Vierte Auflage in zween Theilen, 2 voll., Leipzig 1775 (prima ed.: 1726). La quarta edizione del Lexicon di Walch presenta diverse integrazioni a cura di Justus Christian Hennings, il quale – come Johann Georg Walch, morto proprio nel 1775 – era professore all’Università di Jena (nel Philosophisches Lexicon, le integrazioni di Hennings sono tra parentesi quadre). Le voci Contagium ed Epidemie sono state aggiunte da Hennings. Per tali integrazioni, Hennings si rifà all’Universal Lexicon di Johann Heinrich Zedler – vedi vol. 6 (1733) e vol. 8 (1734) di tale opera.

Vol. I, col. 626

Contagium: una Ansteckung [contagio, infezione], che consiste nella comunicazione di particelle velenose di un malato a un altro essere umano. Ciò avviene sia attraverso l’aria quale veicolo, sia mediante contatto con il corpo ammalato, o anche quando ci si serve dei vestiti e indumenti di tali persone infette. Le malattie contagiose sono chiamate morbi contagiosi, tra cui rientrano la febbre petecchiale, la peste, la scabbia, il morbo venereo ecc. Vedi JOH. ANDR. FISCHER Diss. de contagio, Erf. 1724. D. CHRIST. VATER diss. inaugural. de contagiis, Vitemb. 1712. JOH. HENR. SCHULZ Diss. qua mors in olla s. metallicum contagium in ciborum, potuum et medicamentorum praeparatione ac adservatione cavendum indicatur.
Onde evitare di far entrare, nello Stato, delle epidemie contagiose da paesi stranieri, si è introdotta la QUARANTENA (tempus experiendae valetudini constitutum) oppure la CONTUMACIA. Con ciò si intende un periodo di 40 giorni, entro il quale qualcuno proveniente da una regione sospetta deve vivere separato dagli altri uomini in un luogo o lazzaretto assegnato a tale scopo, perché si venga a sapere se in lui si mostrino segni di una malattia. A volte la quarantena viene anche fissata a meno o perfino a soli 10 giorni. Tale quarantena devono osservare nella regione veneziana tutti coloro che provengono via mare dalla Morea o dal Levante.

Vol. I, coll. 1042-1043

Epidemie: Morbus epidemius, questa parola deriva da ἐπί, supra, sopra, e da δῆμος, populus, il popolo, e significa una malattia che si diffonde molto o si estende in un paese intero. Si chiamano epidemiche tutte le malattie, sia nell’uomo sia nel bestiame, che si trasmettono e si diffondono con facilità. Si chiamano pure epidemie contagiose. Per non far trasmettere da paesi stranieri tali malattie infettive, il sovrano del paese ha il diritto di richiedere dei passaporti, da cui riconoscere se il viaggiatore o il bestiame straniero provengano da luoghi sani. Proprio per questo si è introdotta la quarantena, durante la quale le persone provenienti da paesi stranieri sospetti devono dimorare per un certo periodo in un luogo a loro assegnato, prima di farle passare, per sapere se abbiano portato con se malattie infettive.


Ultimo aggiornamento 06/04/2020

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