Tommaso Campanella, Lettere, n. 100

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A MONSIGNOR FRANCESCO INGOLI IN ROMA

Roma, 11 settembre 1634

Illustrissimo e reverendissimo monsignor osservandissimo,

il presente padre, fra Serafino di San Remigio, è stato quattro mesi mio
compagno. È bon religioso, e dotto nelle controversie quanto basta. Ha ingegno,
industria, e diligenzia e vigilanza nel negoziare, et attitudine a convertir
gli eretici. Pertanto m’è parso darli questa relazione per la sua pretensione.
Et a bocca li dirò più cose. Resto al suo comando, e li fo umil reverenza.

Dalla Minerva, a’ 11 di settembre 1634.

Di Vostra Eccellenza illustrissima e reverendissima
servitore umilissimo
fra Thomaso Campanella

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